Mamusca, aperto dal 2013, bar, libreria e spazio sociale indipendente. Fin dall’inizio utili e tempo vengono reinvestiti in attività per la socialità, gli scambi, i reinserimenti lavorativi. Gli abitanti del quartiere ci dicono che Mamusca è un posto speciale in un quartiere che in questi anni è molto cambiato.



L’anno scorso abbiamo deciso di scrivere la nostra avventura, chiedendoci cosa ci fosse di diverso rispetto ad un bar tradizionale. Ci capita spesso che le persone entrino e si chiedano se siamo un’Associazione, cosa si può fare al suo interno, o semplicemente ci entrano e si accomodano perché un po’ ci si sente come a casa (questo ci dicono ed è un po’ così anche per noi). “Siamo un bar” rispondiamo, quello che Noi intendiamo per bar.



Da abitanti e titolari di una micro impresa ci siamo guardati indietro e abbiamo riflettuto su come andare avanti, senza perdere ciò che di bello ci caratterizza, provando a dare ancora più valore alle preziose relazioni costruite in questi anni, offrendo prodotti e servizi sempre migliori e tenendo alta l’attenzione sull’atmosfera lavorativa accogliente e aperta dietro al banco.
Abbiamo chiamato il progetto Mamusca Circolare. Abbiamo partecipato al bando “Mi15 – Spazi e servizi per Milano a 15 minuti”, pubblicato dal Comune di Milano, con fondi destinati a finanziare progetti di investimento capaci di migliorare il contesto urbano in cui operano. Siamo stati finanziati.


Mamusca Circolare è tutto ciò che gira intorno a Mamusca: le persone che scambiano oggetti e libri, i tirocinanti che in questi anni ci hanno portato le loro storie, gli artisti che rendono gli spazi più belli, le persone che passano ogni giorno per un aperitivo prima di rientrare a casa, quelli che tornano dai viaggi e ci raccontano avventure, le preziose dipendenti a tempo indeterminato, i titolari (tutti un po’ sui generis, lo sapete), i fornitori (chi più simpatico e chi meno, quelli che ci seguono da sempre). Immaginare di valorizzare anche ciò che non entra nel bilancio di fine esercizio con una voce specifica, ci è sembrato un punto chiave per capire come continuare a rendere piacevole e sostenibile lavorare in una realtà piccola come Mamusca, in un quartiere che sembra vivere un boom fatto di un futuro incerto.



Dergano è un quartiere sempre più competitivo. Come stare al passo con il cambiamento senza perdere “la priorità acquisita”?
A noi piace essere uno spazio di improvvisazione, ci piace ascoltare ed accogliere nuove proposte, restare aperti ad attività sociali, sbagliare un’ordinazione perché stiamo chiacchierando, proporre una nuova ricetta perché l’abbiamo assaggiata da un’amica, accogliere i suggerimenti degli assidui frequentatori, frequentare le persone anche al di fuori del nostro spazio.


Su cosa investire quindi per continuare ad andare avanti in maniera più salda, composta e sostenibile? Un impianto elettrico che non salti ogni volta che accendiamo la piastra; un pavimento facile da pulire e bello da vedere; un retro banco sicuro, comodo e accessibile per lavorare bene e poter accogliere anche nuovi tirocinanti e lavoratori; dei pannelli speciali perché quando racconti un pettegolezzo non lo senta anche il vicino di tavolo; una comunicazione che dia valore alle relazioni umane più di tutto.
Il Comune di Milano ha colto e finanziato Mamusca Circolare sulla base di una storia di tredici anni ed evidentemente perché sanno che la vitalità dei piccoli centri di periferia è la chiave per dialogare in maniera sana, felice e propositiva con le persone.



Quando entrerete a Mamusca dopo questi giorni di chiusura per lavori, che a noi sono sembrati infiniti, forse non vi renderete conto che abbiamo una pedana fatta da professionisti che non si buca, dei frigoriferi professionali e all’altezza adeguata, un quadro elettrico che sembra un pianoforte fantastico. Non coglierete molti cambiamenti, anche perché i professionisti di Gru Architetti, lo studio che ci ha curato i lavori, ci frequenta tutti i giorni da anni ed ha abbracciato in pieno il nostro modo di vivere il bar. Mamusca ci piace così com’è e cambierà nel tempo come lo ha fatto in passato, grazie a tutti coloro che sono passati e che passeranno. Lo rendiamo un po’ più funzionale, perché possa restare vero, sincero, aperto, ma allo stesso tempo competitivo e pratico.
Sarebbe un sogno guadagnare un po’ di più tenendo alti i valori in cui crediamo, ma che questo resti tra noi 🙂 Diamoci da fare!

Per adesso, come succede quando vinci un bando, abbiamo anticipato i soldi facendo salti mortali; appena riapriremo e rendiconteremo tutto, il Comune crederà davvero in noi e ci darà il finanziamento, fino a quel momento siamo solo delle pazze.
